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lunedì 23 marzo 2026

Recensione "Borchie e pizzo rosa" di Flavia Romano

 

Borchie e pizzo rosa – Narrativa Contemporanea

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Autrice: Flavia Romano
Editore: Self
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 18 gennaio 2026
Valutazione su 5: ✰✰✰✰

Trama


Ci sono silenzi che possono durare vent’anni e poi spezzarsi all’improvviso. Una riunione inattesa con i compagni della band in cui suonava da adolescente costringe Alessia a tornare indietro, a un passato rimasto sospeso negli anni Novanta e mai davvero affrontato.

Attraverso un lungo viaggio nella memoria, la storia ripercorre il suo diciassettesimo anno. Cresciuta in una famiglia borghese, Alessia sente stretto il ruolo di ragazza obbediente che le è stato cucito addosso, decide di fare della sua passione per la musica punk uno stile di vita. Poi l’incontro con Mary, nuova compagna di classe, segna una svolta: grazie a lei scopre un mondo fatto di sale prove, concerti, amicizie totalizzanti e scelte. Nella Milano degli anni Novanta, per chi vive il punk, il grunge e il metal, la musica non è solo una passione, ma un modo di vivere, un linguaggio condiviso capace di creare appartenenza e identità.

In quel contesto Alessia costruisce legami intensi e fragili allo stesso tempo, relazioni che continuano a esercitare il loro peso anche molti anni dopo. Il romanzo segue il suo percorso di crescita all’interno di un ambiente che la affascina e la disorienta, fatto di dinamiche di gruppo, ambizioni, equilibri instabili e amicizie intrecciate.

Nel presente, il confronto con ciò che è stato diventa inevitabile. Alessia si troverà faccia a faccia con le sue parti interiori per troppo tempo lasciate in un angolo.

Un romanzo di formazione che racconta il passaggio dall’idealismo giovanile alla consapevolezza adulta, attraverso la musica, le relazioni e la memoria.

Perché, a volte, per capire come andare avanti, bisogna tornare esattamente dove tutto è iniziato.





Recensione “Borchie e pizzo rosa”


Mi piacciono molto i romanzi che raccontano con nostalgia e occhio lucido i momenti di crescita personale, soprattutto quando sono farciti di traguardi e delusioni e che riescono quindi a far empatizzare il lettore con i protagonisti.

Alessia è una ragazza cresciuta nella Milano bene, e che ormai ha alle spalle una carriera certa e una vita vissuta al meglio, una telefonata però la riporta indietro, la richiesta di una riunione con la sua vecchia band e da qui inizia il suo viaggio nei ricordi che ci porta a quando aveva 17 anni. Una borghese con la voglia di evadere dal suo ruolo e dal suo status, con la passione per la musica punk rock che nessuno dei suoi altolocati amici sembra apprezzare davvero e che quindi non riesce a condividere.

Finché nella sua vita non entra una nuova compagna di classe, Mary, carismatica e piena di entusiasmo e passione questa ragazza sembra essere il completamento di Alessia. Dove la nostra protagonista è riservata e timida Mary è l'esuberanza in persona, dove Alessia è la creatività intima di una poesia, Mary riesce a mettere la grinta e la passione per farla esplodere.

Mary che già ha una band chiede quindi ad Alessia di farne parte, e così la inizia ad un mondo in cui la musica non solo si ascolta e ti ascolta ma si crea. Alessia impara a suonare il basso e diventa parte integrante della band con non poche difficoltà. La gestione del quartetto è difficile, vengono tutti infatti da ambienti molto diversi da quello a cui Alessia è abituata, vede ogni giorno difficoltà a relazionarsi e a fidarsi, ma anche famiglie disfunzionale e giovani adolescenti senza guida allo sbaraglio, bersagli di chi del loro benessere se ne frega.

Alessia resta coi piedi per terra, e tutto ciò a cui riesce a pensare oltre la musica è a come aiutare i suoi amici e così tante cose che in quel momento dovrebbero suonare nella sua testa come piccoli campanelli d'allarme, passano in secondo piano, come ogni sua necessità.

Arriva il momento in cui la maschera di ognuno cade e tutto si rivela ben più grande di lei, non c'è la fiducia che Alessia aveva riposto nella band, ma lei comprende di essere stata una pedina e la delusione sarà grande, anche per colpa di quei sentimenti romantici che stavano nascendo in mezzo al caos. Solo da quel momento che porta con sé amarezza e disillusione, Alessia vedrà tutto più chiaro, i sotterfugi e manipolazioni, le invidie e le insidie che l'avevano circondata.

L'unica certezza per Alessia è la musica e quella la coltiva fino a farne il suo lavoro. Il romanzo ci lascia sicuramente tantissime emozioni, tutte in cui ognuno di noi si può rivedere soprattutto chi quegli anni li ha vissuti come me, e che quindi provocano una certa nostalgia da cui non si può prendere distacco. Il libro è scritto bene e molto coinvolgente, avrei preferito un "oggi" più ampliato per farci comprendere più cose, ma devo dire che comunque il finale non mi dispiace. 




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mercoledì 11 gennaio 2023

Recensione "Fiabe per adulti non troppo cresciuti" di Flavia Romano

Fiabe per adulti non troppo cresciuti

Autrice Flavia Romano

Edito in self

Raccolta di racconti tra fantasia e realtà

Pubblicato 30 gennaio 2022


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Trama

Queste non sono fiabe come tutte le altre.

È una raccolta molto personale, ma allo stesso tempo anche universale, nella quale l’autrice ci accompagna in un viaggio onirico alla ricerca di noi stessi.
L’ambientazione fiabesca ci porta a sognare, leggendo di un regno in cui una maga può decidere di chiudersi in una sfera di cristallo per sfuggire alla realtà, o dove il viaggio su una foglia può cambiare il corso di una vita; eppure, dietro questi scenari riccamente descritti, riusciamo a scorgere i profondi significati che ogni fiaba ci vuole trasmettere, estremamente reali e toccanti. E così, quando ci ritroviamo a leggere la storia delle due principesse, non possiamo non scorgere il dualismo che sta in ognuno di noi, così come riconosciamo le scimmiette che disturbano l’incantatore di serpenti, perché anche noi subiamo le loro angherie.
In questo mondo fantastico ogni avvenimento e ogni personaggio simboleggiano un preciso momento di crescita personale e interiore, a metafora di tante, piccole ma preziose, verità.



La mia Opinione


In genere i racconti o le fiabe non sono il tipo di storie che preferisco, ma mi sono incuriosita parecchio con questo libro di Flavia, che devo dire ha anche una bella cover che mira al lato fantasy di ogni lettore.

Questa è una raccolta di racconti brevi e si sa che ogni fiaba alla fine giunge ad un messaggio celato tra le immagini che visivamente suscita in chi legge, la morale di ogni racconto è diversa. Sono storie con profondità diverse, alcune toccanti altre meno, alcuni ti fanno viaggiare nel passato in quei ricordi che magari è stato meglio seppellire e lasciarsi alle spalle, ma che sono in realtà ancora lì proprio sotto la superficie. Altri sono struggenti e disarmanti, ricchi di verità che non sempre siamo in grado di comprendere ad un primo sguardo.

Per quanto breve è quindi un libro che consiglio, non ci troverete personaggi Disney, ma paure e difficoltà reali che ogni giorno ognuno di noi si trova ad affrontare. Messaggio e monito di ciò che la coscienza umana non sempre riesce a decifrare, o che spesso sceglie di tacere.




Valutazione ✰✰✰✰ su 5


Ringrazio l'autrice per la copia digitale omaggio