Borchie e pizzo rosa – Narrativa Contemporanea
Autrice: Flavia Romano
Editore: Self
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 18 gennaio 2026
Valutazione su 5: ✰✰✰✰
Trama
Ci sono silenzi che possono durare vent’anni e poi spezzarsi all’improvviso. Una riunione inattesa con i compagni della band in cui suonava da adolescente costringe Alessia a tornare indietro, a un passato rimasto sospeso negli anni Novanta e mai davvero affrontato.
Attraverso un lungo viaggio nella memoria, la storia ripercorre il suo diciassettesimo anno. Cresciuta in una famiglia borghese, Alessia sente stretto il ruolo di ragazza obbediente che le è stato cucito addosso, decide di fare della sua passione per la musica punk uno stile di vita. Poi l’incontro con Mary, nuova compagna di classe, segna una svolta: grazie a lei scopre un mondo fatto di sale prove, concerti, amicizie totalizzanti e scelte. Nella Milano degli anni Novanta, per chi vive il punk, il grunge e il metal, la musica non è solo una passione, ma un modo di vivere, un linguaggio condiviso capace di creare appartenenza e identità.
In quel contesto Alessia costruisce legami intensi e fragili allo stesso tempo, relazioni che continuano a esercitare il loro peso anche molti anni dopo. Il romanzo segue il suo percorso di crescita all’interno di un ambiente che la affascina e la disorienta, fatto di dinamiche di gruppo, ambizioni, equilibri instabili e amicizie intrecciate.
Nel presente, il confronto con ciò che è stato diventa inevitabile. Alessia si troverà faccia a faccia con le sue parti interiori per troppo tempo lasciate in un angolo.
Un romanzo di formazione che racconta il passaggio dall’idealismo giovanile alla consapevolezza adulta, attraverso la musica, le relazioni e la memoria.
Perché, a volte, per capire come andare avanti, bisogna tornare esattamente dove tutto è iniziato.
Recensione “Borchie e pizzo rosa”
Mi piacciono molto i romanzi che raccontano con nostalgia e occhio lucido i
momenti di crescita personale, soprattutto quando sono farciti di traguardi e
delusioni e che riescono quindi a far empatizzare il lettore con i
protagonisti.
Alessia è una ragazza cresciuta nella Milano bene, e che ormai ha alle
spalle una carriera certa e una vita vissuta al meglio, una telefonata però la
riporta indietro, la richiesta di una riunione con la sua vecchia band e da qui
inizia il suo viaggio nei ricordi che ci porta a quando aveva 17 anni. Una
borghese con la voglia di evadere dal suo ruolo e dal suo status, con la
passione per la musica punk rock che nessuno dei suoi altolocati amici sembra
apprezzare davvero e che quindi non riesce a condividere.
Finché nella sua vita non entra una nuova compagna di classe, Mary,
carismatica e piena di entusiasmo e passione questa ragazza sembra essere il
completamento di Alessia. Dove la nostra protagonista è riservata e timida Mary
è l'esuberanza in persona, dove Alessia è la creatività intima di una poesia,
Mary riesce a mettere la grinta e la passione per farla esplodere.
Mary che già ha una band chiede quindi ad Alessia di farne parte, e così la
inizia ad un mondo in cui la musica non solo si ascolta e ti ascolta ma si
crea. Alessia impara a suonare il basso e diventa parte integrante della band
con non poche difficoltà. La gestione del quartetto è difficile, vengono tutti
infatti da ambienti molto diversi da quello a cui Alessia è abituata, vede ogni
giorno difficoltà a relazionarsi e a fidarsi, ma anche famiglie disfunzionale e
giovani adolescenti senza guida allo sbaraglio, bersagli di chi del loro
benessere se ne frega.
Alessia resta coi piedi per terra, e tutto ciò a cui riesce a pensare oltre
la musica è a come aiutare i suoi amici e così tante cose che in quel momento
dovrebbero suonare nella sua testa come piccoli campanelli d'allarme, passano
in secondo piano, come ogni sua necessità.
Arriva il momento in cui la maschera di ognuno cade e tutto si rivela ben
più grande di lei, non c'è la fiducia che Alessia aveva riposto nella band, ma
lei comprende di essere stata una pedina e la delusione sarà grande, anche per
colpa di quei sentimenti romantici che stavano nascendo in mezzo al caos. Solo
da quel momento che porta con sé amarezza e disillusione, Alessia vedrà tutto
più chiaro, i sotterfugi e manipolazioni, le invidie e le insidie che l'avevano
circondata.
L'unica certezza per Alessia è la musica e quella la coltiva fino a farne il
suo lavoro. Il romanzo ci lascia sicuramente tantissime emozioni, tutte in cui
ognuno di noi si può rivedere soprattutto chi quegli anni li ha vissuti come
me, e che quindi provocano una certa nostalgia da cui non si può prendere
distacco. Il libro è scritto bene e molto coinvolgente, avrei preferito un
"oggi" più ampliato per farci comprendere più cose, ma devo dire che
comunque il finale non mi dispiace.
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